domenica 12 giugno 2011

Medicina alternativa

Vi siete mai chiesti come mai si utilizzi lo stesso verbo ("contrarre"), sia per il matrimonio che per la malaria?
No, non è l'ennesima dimostrazione della mia abilità nel fare dei giochini con la lingua (un'abilità che mi identifica come il più promettente epigone di Voltaire, Karl Kraus e Max Sweenney di The "L" Word) e ve lo dimostro con un altro esempio grammaticale: i cosiddetti sostantivi difettivi.
In Italiano, i sostantivi difettivi sono quei sostantivi che difettano (appunto) o della forma plurale o della forma singolare; tipico esempio: "LE nozze" (non esiste: "LA nozza").
Quali sono gli altri sostantivi difettivi?.. È facile: la maggior parte delle malattie infettive (IL morbillo, LA varicella, GLI orecchioni) e, ovviamente, LE esequie..

Tutto ciò per dirvi che il Velista Mascherato, dopo essere sopravvissuto indenne all'autunno e all'inverno, a pochi giorni dall'inizio dell'estate ha contratto (appunto) una clamorosa bronchite, che gli è stata trasmessa da sua con-sorte.
Da sempre contrario alla medicina tradizionale, ha provato dapprima a curarsi con un bel giro in bicicletta a Villa Panphili.
"Faccio una bella sudata e passa tutto!", ha pensato il nostro eroe e, in effetti, sudare, ha sudato, ma non è passato un bel niente.
"Ovvio!" si è detto l'Espettòre Derrik. "Se mi sono ammalato è perché in questo periodo sto lavorando troppo: domani pomeriggio mollo tutto e me ne vado a fare qualche lavoretto alla barca: mezza giornata al sole, invece che chiuso in ufficio, e vedrai che passa tutto!"
Nuovamente sconfitto dalla brutale realtà, il nostro eroe ha tentato il tutto per tutto e, per quanto malconcio, si è presentato all'allenamento domenicale al lago.
"Vado in Laser," ha pensato. "Così, o guarisco, o muoio!"
Morire, non è morto, ma, certo, non è guarito.

Qualcuno ha un'Aspirina?

Guarda il video HD su Vimeo



domenica 15 maggio 2011

Moist Riders (in the sky)

Secondo un'antica leggenda suméra, in certe domeniche di maggio, quando il Libeccio rende l'aria appiccicosa e oscura il cielo con nuvole color del piombo scacciando ogni ricordo della primavera appena iniziata, guardando il lago con il tipo giusto di occhi, è possibile vedere cinque Laser rincorrersi fra le onde, avvolti dagli spruzzi d'acqua come una sposa dall'organzìna del suo velo.
Sono i Moist Riders, creature soprannaturali, evocate dalla furia degli elementi: insensibili alle lusinghe agonistiche, essi bràmano emozioni forti e non si fanno tema di pagarle con l'umida moneta della scuffiata.
Li guìda colui che i Maya chiamavano: "Il Velista Mascherato" o anche: "Il Vòmere dei fondàli". Metà uomo e metà pesce (per il tempo che ha passato in acqua) esso è convinto di essere il più veloce del gruppo, ma non sa che, se gli altri rimangono dietro di lui, è solo per farsi riprendere dalla sua videocamera.

Guarda il video HD su Vimeo



domenica 8 maggio 2011

Accaddì

Riassunto delle puntate precedenti: Il Velista Mascherato ha trascorso la Pasqua in Sardegna, ospite, sul fronte alimentare, della famiglia di sua Moglie e, sul fronte velistico, dello Yacht Club Cagliari.
Da questa trasferta isolana, il nostro eroe ha tratto molteplici insegnamenti: in primo luogo, che le melanzane fritte con l'uovo sono un piatto leggero (così, almeno, afferma Zia Adele...), ma soprattutto che, per essere un buon laserista, non è necessario avere la barca trasandata come il furgone di un piastrellàro moldàvo.
Nota dolente: la video-camera GoPro, che ne aveva documentato le gesta negli ultimi mesi, ha trovato una prematura fine durante il recupero (del recupero) della regata del 27 febbraio a Santa Marinella..


Da quando l'abbiamo lasciato, il 17 aprile u.s., il nostro eroe ha apportato svariate modifiche alla sua imbarcazione: ha sostituito i bozzelli Harken del tesa-base e del cunningham con dei futuribili Orbit della Ronstan (diametro maggiorato, cuscinetti a sfere, leggerissimi); ha permutato la deriva e il timone originali con i nuovi modelli in vetroresina epossidica (vibrazioni, addio!); ha impiombato tutte le cime che è riuscito a impiombare (studio preventivo delle regole di stazza, sia in Inglese che in Italiano) e, dulcis in fundo, grazie alle munificienza del Professore Mascherato, ha potuto installare a prua una nuovissima video-camera GoPro ad alta definizione!

In questo vortice di mutamenti, c'è solo una cosa, che non è cambiata...

Guarda il video su Vimeo



lunedì 2 maggio 2011

Death by Water

Go-Pro the Camera, a one-night dead,
Forgot the cry of gulls, and the deep sea swell
And the frame-rate and Jpeg.
A current under sea
Picked his bytes in whispers. As it rose and fell
It passes the stages of his age and youth
Entering the whirlpool.
Radial or Standard
O you who push the rudder and look windward,
Consider Go-Pro, who was once handsome and tall as you.

lunedì 25 aprile 2011

La pioggia sul Laseréto

Piove, Governo faziosamente accusato da una magistratura strumentalizzata politicamente!

Il Velista Mascherato, se guarda fuori dalla finestra, vede la pioggia cadere su le tamerici salmastre ed arse,
sui pini scagliosi ed irti,
su i mirti divini,
su le ginestre fulgenti,
ma, soprattutto, su noi deficienti che siamo venuti a passare la Pasqua in Sardegna con questo tempo di schifo..

Eh, sì: il nostro eroe, da venerdì, è in Sardegna, ospite gradente (lo sapevate, voi, che è questo, il participio presente del verbo "gradire"? io no..) dello Yacht Club Cagliari, ma è riuscito a uscire in mare solo una volta, sabato pomeriggio.
Gran bella uscita, per carità, con 15/18 nodi di vento e circa un metro e mezzo di onda, ma un po' pochino per giustificare la spesa della trasferta con barca al sèguito..

Comunque, le previsioni di Wind Guru per il Poetto promettono ben 24 nodi di vento costante che andranno a calare fino a 15 nodi in serata: precisamente quello che lui è venuto a cercare qui.
Sarà vero? Lo sapremo fra poco...

Guarda il video su Vimeo



domenica 17 aprile 2011

"Renato" fa rima con: "scuffiato"

Vento di tramontana, oggi, al lago.
Non molto, intorno ai quindici nodi, ma molto rafficato, con salti di direzione che sembravano l'umore di una femmina mestruata.
La combriccola dei laseristi era a Castel Fusano, per una regata zonale; il Velista Mascherato, no: un po' perché gli fa schifo regatare nello scarico del Tevere su qualsiasi cosa sia più piccola di un J24; un po' perché, dopo l'esperienza della zonale di Formia, ha deciso che non parteciperà più a regate che abbiano a che fare con la sabbia; un po' perché giovedì lui e il suo Laser partiranno per la Sardegna e sai che gliene frega, sia a lui che al suo Laser, della zonale di Castel Fusano.

Arrivato al circolo di bun'ora per evitare il traffico domenicale, il nostro eroe è sceso in acqua alle 12:45 insieme a tale Renato, un losco figuro di origini meneghine e fede interista, che ha passato tutto l'inverno davanti al televisore, nella (frustrata) speranza che la sua squadra del cuore vincesse lo scudetto e che solo ora, còmplici i primi tepori primaverili, ha trovato il coraggio di abbandonare ciabatte e telecomando per riprendere la pratica velistica.

Ma il Laser è un'amante orgogliosa, che non perdona i tradimenti e, ancor meno, perdona coloro che la trascurano: come in una favola, mentre la casa di mattoni del nostro eroe, costruita con pazienza e dedizione nel corso dell'inverno, ha resistito indòmita anche alle raffiche più violente, la casa di paglia del Renato Mascherato si è abbattuta al suolo al primo soffio di vento...

Guarda il video su Vimeo



domenica 10 aprile 2011

Il più crudele dei mesi

Il Garibaldi fissa il mare e tira un sorso di Rhum.
Il Velista Mascherato guarda il lago, sorseggiando una birra.

[Il Garibaldi] ripensa ai fichi d'india della terra natía.
Il Velista Mascherato non pensa proprio a i fichi, ma quasi.

La giornata volge al termine, tutti gli altri soci sono andati via, rientrati alle rispettive case in ordine sparso; al circolo è rimasto solo lui, seduto sulla riva del lago, con una birra e un mezzo Toscano.
La sua mente è più del solito inquieta, più del solito incapace di fissarsi su un unico pensiero; esaurito l'argomento "fichi d'india" (diciamo così..), torna a concentrarsi sul presente.

L'allenamento, alla fine, è andato bene, malgrado l'assenza di vento: argomento di oggi erano la manovre con rollio e, per quelle, il vento non serve; ciò non ostante, il Velista Mascherato non può dirsi soddisfatto.
È tornato al lago solo da tre settimane e già se ne vorrebbe andare. Sì, d'accordo: la logistica è ideale, con erbetta, acqua dolce e armadietto per riporre le proprie cose, ma lui non va in barca per la logistica e il mare gli manca da morire: vuole ancora il vento, vuole ancora le onde e, soprattutto, vuole ancora la coscienza (e, al tempo stesso, la paura) del fatto che, teoricamente, partendo da una qualunque sponda, fosse anche la spiaggia di Focene, si può arrivare in America, in India o al Polo Sud.

Il nostro eroe guarda i limiti angusti della sua palestra lacustre e pensa che i laghi stanno al mare come il pensiero dei politici sta a quello dei filosofi.

Posso darti solo amore
tutto quello che vorrai
si lo so non è questione
io non mi sbilancio mai.

Scuffio, tutt'al più...

Guarda il video su Vimeo



sabato 12 marzo 2011

Maremosso

Sabato pomeriggio, il Velista Mascherato arriva al porto di Santa Marinella verso le 14:00 ora locale. Ci sono delle vele triangolari in acqua, ma il mare è bello mosso: il vento probabilmente non supera i venti nodi, ma le onde sono alte e ripide.
Il nostro eroe osserva incerto i flutti oltre il frangi-flutti. Non ha una grossissima voglia di scendere in acqua: è stanco e il tempo è poco; d'altro canto, sa cosa l'aspetta, se solo decide di oltrepassare l'imboccatura del porto - le sensazioni provate due domeniche prima sono ancora vive nella sua memoria - e gli ripugna rinunciarvi.
"Intanto, armo la barca," pensa, tutt'altro che neutro. "Se, quando ho finito, c'è ancora qualcuno in acqua, mi cambio ed esco."
Pochi minuti dopo (qualcuno più del solito: se l'è presa comoda), la barca è armata e pronta. Nessuno è ancora rientrato.
"Intanto mi cambio," pensa il nostro eroe. "Se, quando sono pronto, c'è ancora qualcuno in acqua, esco."
Si cambia (con calma) e quando esce dallo spogliatojo scopre che parte della flotta è rientrata. Parte, però, non tutta: fuori ci sono ancora due radial e un gommone.

"D'accordo: esco," decide. "Anche se so già che me ne pentirò..."

Non se ne pentirà.

Guarda il video su Vimeo


domenica 27 febbraio 2011

Ùla badùla - Epilogo

"La fine di ogni cosa è sempre amara," dice il Poeta. "È come quando cala la bandiera." (*)
Si vede che il Califfo non è mai andato in Laser.

I pochi minuti che occorrono al Velista Mascherato per rientrare al porto di Santa Marinella lo segnano per sempre. Torna a terra, d'accordo, ma solo perché non sarebbe prudente restare lì fuori da solo; potendo, resterebbe in mare: zuppo, infreddolito, ma felice.
Dopo diciassette mesi di noviziato, ha capito finalmente a cosa serva davvero quello strano attrezzo ginnico travestito da barca a vela: a correre (tanto) sulle onde (alte).
Chi se ne frega delle regate, chi se ne frega della tattica, chi se ne frega della ranking-list: per quello che lo riguarda, da oggi in poi, tutto ciò che farà sul/con/per il Laser sarà finalizzato a rivivere pienamente quelle stesse emozioni che oggi ha appena avvertito. La prossima settimana riporterà la sua barca al lago, certo, ma, ogni volta che potrà, tornerà qui, al mare, a farsi sballottolare dal vento e dalle onde, perché ha capito che non c'è niente, che possa paragonarsi a questo.
Niente che a lui interessi, quanto meno.

Quando, oltre la punta dell'antimurale, compaiono le prime vele bianche, il Velista Mascherato ha già fatto la doccia e ha disarmato il suo Laser. Videocamera in mano, va in testa al molo e riprende le manovre di rientro, così che non si possa pensare, sentendo i racconti di questa giornata, che siano il frutto della naturale propensione all'eccesso degli uomini di mare.
Uno dei primi ad arrivare è il suo amico Andrea, che ha abbandonato la regata dopo la terza scuffia in poppa. E Andrea è uno bravo.
Mentre le barche si accalcano davanti allo scivolo di alaggio, un ragazzo viene portato all'ospedale perché gli è arrivata sulla schiena la prua di un avversario; chi, scuffiando, è finito di faccia sull'albero, si limita a inveire.

Il resto, lo potete vedere da soli.

Guarda il video su Vimeo



* Franco Califano, Disperati pensieri di un impotente



Ùla badùla - Seconda parte

Alla fine del briefing, il Velista Mascherato è sempre più inquieto, ma i presagi che scuotono la sua olimpica indifferenza, ora, sono tutt'altro che foschi. Si aspettava una giornata tranquilla e, invece, ecco qui le peggiori condizioni con cui sia mai uscito, Hyères compreso: il vento, da ESE, è salito ancora - a occhio, saranno sedici/diciotto nodi costanti con raffiche intorno ai vènti; il mare è ancora abbastanza calmo, ma mancano due ore alla partenza ed è probabile che aumenterà.
Malgrado ciò, il nostro eroe ha deciso di uscire. Un po' perché ci saranno anche i suoi amici dell'YCBE, un po' perché è per questo che si è allenato durante gli ultimi mesi: ha preso il mare, ha preso il vento, ha preso il freddo; magari non tutti insieme, come adesso, ma non può dirsi impreparato.
"Amiamo ciò che ci ucciderà," pensa, mentre si avvia verso gli spogliatoi.

Quando ne esce, sigillato nella sua muta stagna, scopre che ha cominciato a piovigginare. Non si ricorda cosa voglia dire, in termini metereologici, ma è abbastanza certo che non sia un buon segno.
Esce dal porto pochi minuti dopo le 1100 (Zulu) e si avvia, prudentemente, verso il campo di gara che non è, come sperava, davanti al porto, ma molto più a destra.
Nel frattempo, le condizioni meteo sono ulteriormente peggiorate: ci sono circa venti nodi costanti e un metro e mezzo di onda.
La barca giuria è in posizione, ma le boe sono ancora legate ai gommoni: come scoprirà più tardi, il vento, che è arrivato da ESE tutta la mattina, poco prima è saltato di colpo a SSE e i giudici stanno aspettando che si stabilizzi.
Prova a scendere lungo un'ipotetica linea di partenza, ma ci sono troppe barche che vagano senza controllo (la sua, è una di queste), così si allontana un po' e prova un paio di bordi di bolina.

La prima virata gli viene bene; la seconda un po' meno: tarda a passare sopravvento e il Laser si corica su un fianco. Riesce a metterlo dritto senza finire in acqua, ma, quando cerca di ripartire, la barca comincia ad andare indietro a una velocità sorprendente. Dopo un primo momento di stupore (leggermente venato di compiacimento: "Ammazza, quanto sto a anda' forte!") il nostro eroe manda il timone tutto da un lato e la barca, se Dio vuole, accosta quel tanto che gli permette di farla ripartire di bolina, in direzione della barca giuria.
Con la scusa di controllare lo scarroccio, il Velista Mascherato si ferma a riprendere fiato e si guarda intorno. Ci sono vele ovunque: standard, radial e 4.7, che si schivano fra un'onda e l'altra, sullo sfondo di un cielo plumbeo. Se la vela fosse un peccato mortale, pensa, è così che apparirebbe il girone dei laseristi.
Beve un sorso d'acqua, poi si rimette in moto.

Dopo due bordi di bolina, si convince, inopinatamente, di essere in grado di controllare la situazione, così, azzarda un esaltante bordo di lasco e un'abbattuta. Ne viene fuori indenne, ma un attimo di distrazione, dovuto all'avvistamento di un amico, gli regala la seconda scuffia della giornata.
Vuoi per il freddo, vuoi per la fretta, vuoi perché è un imbecille, si aggrappa alla deriva senza considerare il vento e le onde e così, pochi secondi dopo, annaspa terrorizzato sotto alla vela, che gi è arrivata in testa e che, comprensibilmente, cerca di farlo affogare. Quando finalmente riesce a rimettere dritto il suo Laser e a salire a bordo, non può fare a meno di pensare a una delle Famose Frasi di Sergio:

"Ma siamo sicuri, che ci stiamo divertendo?"

Non ne è più molto sicuro, in effetti: vento e mare sono in continuo peggioramento, il campo di regata ancora non è pronto ed è perfettamente chiaro che, nel caso si faccia la regata, l'unica tattica possibile sarà restare incolumi. Il nostro eroe è abbastanza sicuro di poter sopravvivere ai bordi di bolina e di lasco, ma cosa succederà, nei due bordi di poppa?
Dubbioso, va verso il gommone del Coach Mascherato per chiedegli consiglio, ma non si accorge che due ragazzini con i 4.7 stanno facendo altrettanto. Se li trova così, fermi, una davanti e uno sottovento e, per schivarli, deve poggiare di colpo.
Con mare e vento alle spalle, la sua barca parte con un'accelerazione degna del Millennium Falcon, ma il computer di bordo deve aver sbagliato qualche decimale nei conti per il salto nell'iperspazio perché, alla prima onda, Chewbacca finisce in nuovamente in acqua e stavolta non ha dubbî: NON si sta divertendo.
Rimette dritta la barca, schiva il Laser della ragazzina, che nel frattempo ha scuffiato per simpatia, poi, si avvia verso il porto.
Non si aspetta minimamente che...

(continua...)