Mentre l'impiegato dell'accettazione viene a dire ai nostri eroi che la loro camera è pronta, dal fondo della sala arriva una musica ad alto volume, ma non è l'impianto stereo dell'albergo: è un geriatra che ha messo male lo spinotto delle cuffie nel suo iPhone. Con la stessa fissità catatonica che a breve sarà l'ultima immagine che avranno di lui i suoi cari, il brav'uomo fissa il diabolico ingegno tecnologico senza capire come mai si senta la musica, ma non dagli auricolari.
Le camere del Preluna Towers, nelle immagini del sito Web, sono sobrie, ma accoglienti, con una fantastica vista sul mare; nella realtà sono come nelle foto, ma dieci anni più vecchie. Il frigo-bar è vuoto, ma, in compenso, nel bollitore per il té c'è ancora dell'acqua, residuo di chissà quale ospite precedente; il bagno, celibe di bidet nella miglior tradizione anglosassone (il Velista Mascherato giura a sé stesso che, la prossima volta che qualcuno gli dirà che qualcosa: "è molto british", risponderà che è molto british anche andare in giro con il culo sporco..), è stato pulito sommariamente: il pavimento ricorda la zona intorno alla gru con cui all'Achab si tirano a secco le barche e nella vasca ci sono segni di ventose simili a quelli che comparvero nelle campagne di Innsmouth dopo la morte di Wilbur Whateley.
I nostri eroi, però, sono troppo stanchi per lamentarsi: disfano la valigia, si fanno una doccia, poi escono a farsi una passeggiata prima di cena.
Nel vento che comincia ad aumentare a mano a mano che il brutto tempo sorvolato al mattino si sposta verso sud, camminano lungo la Triq It-Torri (Tower Road, per la guida), un piacevole lungomare sul quale, a poca distanza dal Preluna, si affacciano alberghi visibilmente più belli, i cui ospiti non sembrano odorare di formalina. Poco male, pensano i Mascherati: la camera è stata fissata solo per tre giorni, se trovano di meglio, possono andarsene senza problemi.
Entrano nella chiesa di Nostra Signora del Monte Carmelo (disadorna e triste: escono immediatamente), bevono una birra al pub City of London, poi tornano indietro per cenare all'unico ristorante maltese che abbiano visto dal loro arrivo sull'isola: il Ta'Kolina.
Di nuovo, accludo le mie note di viaggio, rinnovando l'avviso che alcuni termini utilizzati potrebbero offendere la sensibilità degli ascoltatori più sensibili.
La cena al Ta'Kolina..
Il conto del Ta'Kolina..

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